Il mio Bologna

Quel 7 giugno 1964 lo ricordo piuttosto distintamente nonostante siano passati 45 anni, quasi come se fosse ieri. Avevo quasi sei anni e da li a pochi mesi avrei iniziato da buon remigino la mia carriera di scolaretto. Dunque, stavo giocando sul terrazzo dell'appartamento dei miei nonni, Dorotea e Ottorino detto Tino, una bella costruzione in pietra vista sita in via Asiago a Bologna (vicino alla fabbrica della Weber per intenderci..), incurante vista l'età delle urla che ogni ogni tanto provenivano dai vicini incollati alle radioline (allora non c'era Sky, e la Rai, seppi in seguito, relego' l'avvenimento in differita in tarda serata).
A me bimbo, parevano tutti matti, mi chiedevo cosa avessero quei vicini e quegli altri ancora da agitarsi cosi tanto! Tutto intento alla battaglia decisiva tra indiani e giacche blu che si stava combattendo sull'infuocato pavimento del terrazzo, tra vasi di gerani, sedie, tavolino di vimini e inaffiatoio, non mi resi conto li per li delle urla di gioia che pervasero tutta la via. Quando improvvisamente la voce baritonale del nonno, distogliendomi dagli esiti della battaglia, richiamo' la mia fanciullesca attenzione: " vieni a vedere Orfeo".. e li, affacciandomi ,con l'aiuto di un cosiddetto barzolino o sgabellino (vista la mia mini altezza...) alla terrazza, rimasi letteralmente a bocca aperta.
La strada era un brulicare di persone, mai sino a quel momento, anche per via della giovane età, ne avevo vista tanta e tutta insieme, o forse si, ma solo quando andavo al mare la domenica mattina in luglio con la 500 bianca della mia mamma Maria, avendo come stereo un bellissimo mangiadischi 45 giri color rosso aragosta. Con gli occhi sgranati e stupiti di bimbo, rimanevo rapito a guardare.... "Bologna, Bologna, Bologna", era il loro ritornello, tutti si abbracciavano felici, persino i vicini che di solito tra loro litigano per ogni cosa, anche la piu stupida.
Anche il nonno Tino che non era tifoso di nessuna squadra e solitamente burbero (bonario) poco incline alle effusioni, abbraccio' e bacio' con slancio la nonna Dorotea ,coinvolto anch'esso dal clima festoso, direi anzi da delirio collettivo. La strada si era dipinta di un colore che da quel giorno avrei portato per sempre nel cuore, il Rossoblu del Bologna. Capii solo diversi anni piu tardi che ero stato testimone quasi inconsapevole di un fatto "storico" e chissà quando mai ripetibile, il settimo scudetto de "lo squadrone che tremare il mondo fa".
Iniziai a vedere le prime partite allo stadio a 7 anni e adesso posso dire a quasi 51 che sono stato un bimbo piuttosto fortunato, io quelli che "giocavano come in paradiso" li ho visti per davvero e dal vivo !!!














Il mio Bologna

